Scrittore

I romanzi

Scrivo per la stessa ragione per cui fotografo, e su quasi la stessa cosa: qualcuno che guarda, e la distanza che non attraversa.

In trent’anni dietro un obiettivo ho imparato che osservare non è un gesto neutro. Chi guarda sceglie dove stare, cosa inquadrare, quando fermarsi. E ogni volta che sceglie, decide anche di non fare qualcos’altro. I due romanzi nascono da lì: da quello che costa restare dalla parte sbagliata del vetro.

Benedetto Riba nel suo studio, con i due romanzi sullo scaffale alle spalle
Copertina di Quaranta metri, romanzo di Benedetto Riba

Thriller psicologico

Quaranta metri

2026 · 255 pagine

Da dieci anni Aldo fotografa la stessa strada dal marciapiede opposto, a quaranta metri, e non ha mai suonato a quel campanello.

Una sera sviluppa un rullino scaduto trovato in un mercatino e nel diciassettesimo fotogramma c’è un uomo che guarda un portone verde. Non è quello che l’uomo sta facendo a essere terribile. È quello che ha già deciso di fare, e che non ha ancora detto a nessuno.

Copertina di La casa di fronte, romanzo di Benedetto Riba

Thriller psicologico

La casa di fronte

2026 · 314 pagine

Alle undici e zero due, dietro il vetro della casa di fronte, c’è una faccia. Dura tre secondi. Poi la tenda.

Irene vive sola al primo piano di via Beltrame. Una malattia le ha tolto la strada, le scale, la spesa: le ha lasciato una finestra e sette metri di distanza. Così guarda. Per una vita ha messo a verbale le parole degli altri — l’ora esatta, il luogo, le frasi come sono state dette. Adesso lo fa su un quaderno da cucina, e non le crede nessuno.