
L'imperfezione è l'unica forma di onestà
Catturo frammenti di realtà dove la luce si fa sostanza, esplorando quel confine sottile in cui la visione digitale impara finalmente a respirare. Benedetto Riba
“Può una macchina creare qualcosa di bello?”
È la domanda sbagliata. La domanda giusta è:
“Può una macchina aiutarci a vedere ciò che non riuscivamo a vedere?”

Un artista che interroga
il linguaggio delle macchine
"Non ho scelto la strada tradizionale. Niente gallerie polverose o filtri istituzionali. Ho scelto un percorso più radicale: portare l’arte direttamente a chi la vuole vivere, creando un ponte tra la visione pura e lo spazio quotidiano."
"Il mio lavoro nasce dall'incontro tra l'intelligenza artificiale e l'occhio umano. L'AI non sostituisce la mia visione — la amplifica. È come avere un secondo paio di occhi capaci di scorgere pattern ed emozioni in connessioni invisibili. Io guido, scelgo e correggo: l'ultimo giudizio, quello che infonde l’anima all'immagine, resta sempre un atto umano."
"Lavoro in bianco e nero perché il colore spesso distrae. Il bianco e nero ti costringe a guardare davvero: le rughe di un volto, la texture di un muro, la geometria di un'ombra. Quando togli il superfluo, resta solo la verità."
"Che l'immagine nasca da un'ottica di vetro o da un'intuizione digitale, cerco la medesima cosa: un'emozione che non sappia mentire."
Tre Verità
L'Arte Non Ha Muri
Le gallerie tradizionali decidono chi può vedere l'arte e chi no. Io ho scelto di eliminarle. Le mie opere esistono online, arrivano a casa tua, vivono nelle tue pareti. L'arte deve essere accessibile, non esclusiva.
La Tecnologia È un Pennello
L'intelligenza artificiale non è l'artista. È uno strumento, come lo era la camera oscura per Ansel Adams. La differenza la fa chi impugna lo strumento, che domande gli pone, che visione gli dà.
Ogni Stampa È un Patto
Quando crei un'edizione limitata, fai una promessa: queste copie e basta, per sempre. Non è marketing — è rispetto. Per chi colleziona, per l'opera stessa, per l'integrità di ciò che fai.
Dallo Sguardo alla Sostanza
Non esiste una formula, ma un ritmo. Ogni immagine ,catturata da un’ottica o emersa da un codice, attraversa tre fasi prima di meritare la tua parete.
Tutto parte da un’emozione o da un silenzio che chiede di essere ascoltato. Uso una macchina fotografica per fermare il mondo o algoritmi generativi per espanderlo: in entrambi i casi, la tecnologia è il mio interlocutore. È un dialogo serrato tra la mia intenzione e uno strumento che sposta i confini del visibile.
Davanti al rullino (sia esso di pellicola o di dati) l'occhio si fa critico. Su cento immagini, una sola sopravvive. Non cerco la perfezione tecnica, ma quella verità imperfetta che mi ferma il respiro. In questo editing spietato, l’immagine smette di essere un file e diventa la mia firma.
Dallo scatto alla fibra. Il digitale si incarna su Carta Fine Art 300g con inchiostri pigmentati che sfidano il tempo. È qui che il processo si compie: l'opera abbandona la sua natura elettrica per diventare un oggetto fisico, tattile, numerato e firmato. Ora esiste nel mondo reale.

Trova l'Immagine
che Ti Somiglia
Le mie opere non decorano. Trasformano. Ogni stampa porta con sé un'energia, una storia, un pezzo di visione.